Il Brunch delle Regioni: la Sardegna

Il BRUNCH delle REGIONI di Sabato 16 e Domenica 17 Novembre è stato dedicato alla SARDEGNA, una Regione che rappresenta in tanti aspetti la tradizione in cucina, consentendo di gustare prodotti eno-gastronomici di assoluta eccellenza. 

Acque cristalline, coste frastagliate e paesaggi lunari. In quest’isola dove il vento lascia il segno sulla pelle dei suoi abitanti, la cucina locale ha un carattere semplice e soprattutto legato alle tradizioni collettive, offrendo una varietà di proposte che lascia senza parole. L’arte culinaria Sarda inoltre si è sviluppata nel tempo e arricchita nella storia attraverso contaminazioni, contatti e scambi tra le diverse civiltà del Mediterraneo: d’altronde qualche studioso - tra cui l’archeologo Sergio Frau - la considera la vera Atlandide - distrutta da terremoti e tsunami. 
Ecco così che la cucina della Sardegna, varia e diversificata, spazia dalle carni arrostite, ai formaggi e al pane; ai piatti di mare e di terra, sia contadina che pastorale; e le sue proposte vengono considerate parte integrante della Dieta Mediterranea. Ingredienti come la semola di grano duro, la carne ovina, il formaggio e il miele sono alla base delle preparazioni tipiche. 

Non si può cominciare a parlare di Sardegna senza evidenziare il pane carasau o carasatu, letteralmente tostato. Una delle preparazioni più semplici in cui si usa proprio il pane carasau è il pane salìtu chin bagna. Si tratta di pane condito con formaggio e sugo e viene realizzato alternando strati di pane carasau bagnato in acqua cosparsi di sugo di pomodoro fresco e formaggio pecorino. In Gallura, il pane carasau viene bagnato con brodo di pecora e coperto da sfilacci di carne, sugo di pomodoro e pecorino a scaglie per una fantastica Zuppa Galluresa. E ancora la Favata, una zuppa di fave con lardo, bollita con testina, piedini e costine di maiale a cui si aggiungono gradualmente patate, verze, cipolle, scarola e finocchietto selvatico. Si serve con una spolverata di pecorino e pane abbrustolito da inzuppare. 
E poi, la fregola, che significa mollica di pane, che è una pasta tipica sarda fatta di semola e arrotolata in piccole palline. Tanti sono i modi per cucinarla tra cui deliziosa è proprio la fregola con frutti di mare, quali arselle e gamberi serviti con del brodo allo zafferano (in Sardegna detto “oro rosso”) e del pane tostato. Tuttavia il piatto più famoso della Sardegna è il porcetto arrosto o “porcheddu”, maialino da latte cotto intero a fuoco lento in un letto di foglie di mirto. Una volta cotto viene servito su un vassoio di sughero. 
E ancora spaghetti con i ricci di mare, la bottarga, i Culurgiones, una sorta di gnocchi fatti in casa ripieni di crema di patate condita con della menta. Normalmente è servita con salsa di pomodoro fresco e basilico oppure con burro e salvia. 
L’agnello con i carciofi che si può gustare con della Vernaccia sarda, l’aragosta alla catalana - piatto tipico di Alghero - e poi la seadas dolce tradizionale sardo fatto con la pasta violada preparata con semola e strutto, ripiena di formaggio insaporito con del limone e poi fritta. Infine, potevamo dimenticarci dei Malloreddus? I classici gnocchetti sardi che, alla campidanese, vengono preparati con salsiccia, pomodoro e pecorino.

Un sabato e domenica, nella serra di Palazzo Esposizioni, dove lo Chef Alessandro Circiello è riuscito a rappresentare al meglio la vera anima sarda in cucina e dove si è brindato alle splendide ricette tradizionali della SARDEGNA.

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